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bambini che giocano con la corda
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giochi con la corda

giochi con oggetto
gioco con la corda fi Franco Mora
http://zeroseiup.eu/il-magico-gioco-con-la-corda/
Il magico gioco con la corda
di Agostino Melega
DA http://zeroseiup.eu/il-magico-gioco-con-la-corda/
Nell’ultimo articolo su Magazine ho parlato dei diversi modi di usare la corda nei giochi rivolti a bambini del ciclo “zero-sei” e di età superiore, senza accennare a quanto può essere registrato già come un “agire giocoso”, verso il quarto mese e mezzo del primo anno di vita, attraverso l’uso dello stesso identico attrezzo, come Jean Piaget (1996-1980) e Bärbel Elissabeth Inhelder (1913-1997) hanno individuato, riportando tale dato sul testo “La psycologie de l’enfant” (Presses Universitaires de Fance, Paris 1966).
Infatti, questi due grandi esponenti della psicologia contemporanea hanno scritto dell’attrazione che un bambino di tale età prova di fronte ad un cordone appeso al tetto della sua culla, e come lo muova provocando lo scuotimento di tutti i giocattoli sospesi su di lui. Non solo: “Subito ripete una serie di volte il gesto dai risultati inaspettati, ciò che costituisce una ‘reazione circolare’, senza scopo preliminare differenziato dai mezzi utilizzati”. Poi è sufficiente appendere un nuovo giocattolo perché il bambino cerchi quel cordone e questo viene a rappresentare “un inizio di differenziazione fra il fine e il mezzo. Nei giorni successivi, quando si farà dondolare un oggetto sospeso ad un palo, a 2 metri dalla culla, ecc., e perfino allorché si farà udir qualche suono inatteso e meccanico dietro un paravento, e quando questi spettacoli o questa musica termineranno, il bambino cercherà e tirerà nuovamente il cordone magico: ci troviamo dunque stavolta alla soglia dell’intelligenza, per quanto strana sia questa causalità senza contatto spaziale”.
La corda o il cordone diventano dunque ben presto strumenti di gioco e di relativa crescita, attraverso i quali il bambino viene a bussare alla porta dell’intelligenza, dapprima rimanendo sulla soglia di essa, per poi entrare, con tutti gli altri giochi propri dell’asse della prima infanzia, nella progressiva costruzione ed elaborazione del proprio sé.
UN VIAGGIO NEI RICORDI: IL SALTO DELLA CORDA:
https://www.dolcipattini.it/un-viaggio-nei-ricordi-il-salto-della-corda
Parliamo proprio del salto della corda, gioco che consiste nel saltare una corda che viene fatta oscillare al di sotto dei piedi ed al di sopra della testa. A far oscillare la corda può essere lo stesso soggetto che effettua il salto, o altri due che ne tengono i capi. Allo stesso modo a saltare la corda possono essere anche più di un soggetto nel caso la lunghezza della corda lo permetta. Una variante è il Double Dutch, dove si usano due corde che vengono girate in direzioni opposte.
Nell’antica Grecia i giochi con la corda erano una decina e altrettanti ne conoscevano i fanciulli della Roma antica. In Europa, nel XVII e XVIII secolo, si assiste a una vera esplosione di simpatia per i giochi con la corda. Non vi è serie di stampe di questo periodo (Francesi, Olandesi e specialmente Inglesi) in cui non venga dedicata almeno una tavola alla pratica di questo gioco. Si tratta di un divertimento probabilmente antichissimo, scrive Joseph Strutt, autore dei primi dell’ 800. Durante la stagione del luppolo, al posto della corda si potrà usare un ramo di luppolo privato delle foglie. I ragazzi spesso gareggiano in abilità, singoli o in gruppo e talvolta accompagnati da una filastrocca…..e chi salta più volte di seguito senza interruzioni è il vincitore!
Il gioco acquisiva caratteristiche diverse anche in base alla zona geografica, per esempio in Sicilia durante il salto della corda si dovevano dire due parole: “piparuallu” per far girare la corda più veloce, “spiazii” per farla andare più lenta, oppure ” aranciu-limuni- mandarinu”. Se si aveva a disposizione un pezzo di corda più corto si improvvisavano salti a piedi uniti o alternati, facendo girare la corda intorno al proprio corpo.

giocopopolare@libero.it
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