la biga - GIOCO POPOLARE

Il gioco popolare
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la biga

giochi antichi


Ruote e piano di carro di piccola biga di impasto
Museo degli Innocenti-FIRENZE


BIGHE E TOPI
Da che mondo è mondo si sa che i bambini  (e non solo) hanno sempre amato il gioco.
I giochi preferiti dai bimbi tra i quattro e i dieci anni sono giochi di simulazione di  ruoli (mamma e figlio/a, maestra e allievo/a, dottore e malato/a), oppure di scenari o eventi (cucinare per finta o per davvero, apparecchiare e mangiare, chiacchierare tra signore, fare la guerra, aggiustare le macchinine, fare gare finte di rally o di cross) e tutto ciò che la fantasia dei bambini inventa per comprendere e interpretare il mondo, in particolare il mondo degli adulti che a volte per loro è tanto misterioso.
Al tempo dei nostri nonni i giochi e i giocattoli erano costruiti  per lo più dagli stessi bambini con l’aiuto di un adulto che aveva un po’ di volontà di “perdere tempo”. I giocattoli erano spesso oggetti simili a quelli utilizzati dagli adulti solo un po’ più piccoli e un po’ meno efficaci. I bambini li utilizzavano per i loro giochi di simulazione.
Nell’antica Roma frequenti erano le gare di corsa con i carri e con le bighe. I “pueri” romani assistevano a queste manifestazioni e poi le replicavano nel loro piccolo mondo. Come? Con l’argilla fabbricavano dei piccoli carri e delle piccole bighe, li mettevano a cuocere al sole come vedevano fare con i mattoni; quando erano ben asciutti vi montavano delle piccole ruote d’argilla esse stesse o di legno; infine posavano da un lato il carretto con la stanga, in   alto o in basso a seconda del modellino realizzato. Poi andavano a caccia di topi. Catturato il necessario numero di ratti li legavano alle loro piccole carrozze e davano inizio alle gare. Era la loro semplice simulazione delle corse delle bighe che vedevano fare nelle arene dai grandi loro contemporanei. È evidente che in questi antichi giochi c’era molto di più di ciò che i bimbi nostri contemporanei trovano nel gioco delle play station; c’erano infatti la realtà, la manualità, l’inventiva, la simulazione, la preparazione al ruolo di adulti che avrebbero di lì a pochi anni dovuto giocare nella vita.
Chissà se la magia della trasformazione dei topini in cavalli, che si trova nella medievale fiaba di Cenerentola, non sia un retaggio di quelle antiche esperienze di gioco. E chissà che Walt Disney e il suo staff non abbiano avuto un bel regalo dalla storia quando hanno inventato il personaggio della fata Smemorina tanto amato dai bimbi nostri contemporanei?

Istituto Comprensivo “Virgilio” di Roma
Classe II A - Plesso “Alberto Cadlolo”
Numero alunni: 19
Insegnanti:
Daria Mattogno
Roberta Barboni
http://www.vespasianoelascuola.com/tuttiprogetti.php?area=1

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